Sempre più di frequente al Medico Legale viene richiesta la valutazione e la certificazione della capacità naturale del testatore (vivo o defunto) con riferimento alle età più avanzate della vita. Trascorso il 74°/75° anno di vita del testatore che viene accompagnato o o si reca autonomamente da un notaio per redigere il testamento pubblico il problema che si pone al Notaio (e anche al Medico Legale) è di verificare la sussistenza della capacità di valutazione e di pianificazione delle strategie più efficaci in relazione a un fine specifico connesse con le abilità di problem-solving a loro volta correlate con la flessibilità cognitiva del testatore/testatrice, ovvero  all'idoneità psichica della persona a redigere il testamento in presenza di patologie organiche (es. ictus cerebri) o psichiche (es. la depressione) che possano alterare la cpacità naturale di testare. Le neuroscienze cognitive hanno evidenziato, grazie ai dati resi disponibili dagli studi di neuro-imaging sullo sviluppo cerebrale, come dal punto di vista psicopatologico, alterazioni morfo-funzionali delle aree cerebrali deputate alle funzioni esecutive, impediscono al soggetto di adeguare il comportamento alle circostanze sociali, etiche, adattative in cui è inserito. Nel caso, più frequente, che il testatore giunga dinanzi al notaio accompagnato da un familiare o da un amico (di solito il care-giver, meno frequente il caso del testatore anziano/super anziano che si presenti in autonomia dal notaio senza alcun familiare/amico) per regolare le sue ultime volontà per il tempo futuro alla sua morte si pongono al Notaio e al Medico Legale una seie di importanti problematiche da dirimere le quali possono giustificare la verifica della capacità naturale (cognitiva) dell'anziano/grande anziano di comprendere il significato e le conseguenze delle sue pianificazioni sia in capo al soggetto/soggetti beneficiario/i che in capo ad altri soggetti familiari o parenti. La valutazione di TC, RMN encefaliche, Angio-TC Encefalo, Angio-RMN Encefalo assume un significato assoluto, fondamentale ai fini della valutazione di idoneità naturale a testre in quanto la corteccia prefrontale è una delle principali stazioni dei circuiti neurali implicati nei processi decisionali. La valutazione della capacità naturale del testatore o della testatrice è ancora più complessa nel caso di coesistenti patologie organiche o funzionali che interessino, anche temporaneamente, l'encefalo e/o il sistema vascolare encefalico o la sfera psichica. Nei disturbi degenerativi come la malattia di Parkinson e nel parkinsonismo seniile la distruzione dei neuroni nel ganglio della base “corpo striato” causa una diminuzione delle afferenze dopaminergiche alla corteccia prefrontale: si osservano spesso deficit decisionali. Oggi esiste addirittura un settore interdisciplinare di ricerca, la neuro-economia, che raccoglie e sintetizza i contributi delle neuroscienze e dell’economia per valutare l'adeguatezza(inadeguatezza delle capacità decisionali e di pianificazione degli anziani e super anziani in materia di capacità di discernimento e di pianificazione degli investimenti. Le scienze economiche apportano modelli teorici sulle prese di decisione e la valutazione dei rischi; le neuroscienze apportano conoscenze empiriche sui molteplici circuiti neurali coinvolti durante differenti tipologie di decisioni (Camerer, Loewnstein, Prelec, 2004, Sanfey, Loewenstein, McClure, Cohen, 2006. per fare un esempio un po' maccheronico ma comunque efficace sull'idoneità naturale dellla persona a testare ci si potrebbe interrogare sull'opportunità di affidare o meno alla persona del testatore/testatrice la pianificazione degli investimenti finanziari del proprio patrimonio. Lo si farebbe gestire a questa persona? in caso affermativo si ricaverebbe un indizio sulla sua capacità naturale di testare. L'Art. 591 del Codice Civile disciplina le condizioni di incapacità a testare" per qualsiasi causa anche transitoria che renda il soggetto incapace di intendere e/o di volere nel momento in cui fece il testamento". Come precisato dalla Cassazione Civile (n° 26002/2008) la norma non si sovrappone alla mera individuazione dell’“incapacità naturale” ex art. 428 del Codice Civile che identifica una generica alterazione del normale processo di formazione ed estrinsecazione della volontà. Il richiamo all'Art. 591 del Codice Civile è più specifico, perentorio, riguardo all'annullabilità del testamento a richiesta di cointeressati  a causa di infermità che al momento  della redazione del testamento rendevano il soggetto del testatore/testatrice assolutamente privo della coscienza del significato dei propri atti e della capacità di autodeterminarsi, così da versare in condizioni analoghe a quelle che, con il concorso dell’abitualità, legittimano la pronuncia di interdizione”. L'Art. 591 del Codice Civile si sofferma dunque non su una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive ma su infermità, transitorie/permanenti o altre cause perturbatrici multifattoriali che abbiano inficiato la capacità discrezionale/discriminativa rendendo il soggetto privo in modo assoluto della coscienza di comprensione dei propri atti e/o della volontà dei propri atti inficiando la capacità di autodeterminars al momento della redazione del testamento.