Sono impegnato nella lotta alle ingiustizie verso i più deboli: infermi, portatori di handicap (fisici, psichici, sensoriali), soggetti psicologicamente fragili o inadeguati, maltrattati, sfruttati o non abbastanza dotati di risorse caratteriali, culturali o economiche per contrastare i soprusi in loro danno. Sin da giovane e segnatamente da giovane medico (22), ho avvertito forte l'esigenza di contrastare con tutte le mie forze i potenti e i prepotenti, per non farmi schiacciare. Passando dall'istruzione alla professione ho potuto "raffinare" la mia attitudine a resistere a un "sistema" che vuole tutti allineati e conformati ai volere di pochi potenti e pre-potenti di turno, organizzandosi sì da servirli come semplici soldati servono sul campo i loro generali, in cambio di benefici personali di potere, denaro, carriera. E in questo devo pronunciare un forte ringraziamento allo studio e alla pratica della Medicina Legale, che mi hanno consentito di comprendere meglio la vita e la professione, di crescere continuamente mettendomi di fronte all'uomo sofferente nelle sue proiezioni familiari, di vita e di lavoro. L'uomo sfruttato, vessato e (dolosamente o colposamente) menomato nella sua integrità fisica e psichica dallo sfruttamento dei pre-potenti e dei potenti. Col mio ombrellino tascabile ho cercato di coprire, oltre che il mio, anche il capo di coloro che ho trovato nella disperazione sul mio cammino (a costo di inzupparmi) accompagnandoli, per quanto ho potuto. Sono molto rammaricato e deluso dalla sanità (pubblica e privata) al cui prezioso ruolo sociale e spirituale ho sempre creduto ciecamente per l'alto significato etico dell'assistenza alla persona sofferente e morente, seppure nella sostanziale impotenza dell'homo scientificus dinanzi a tali fenomeni. Ho sempre creduto nella nobiltà del ruolo di tutte le professioni sanitarie perchè sono a più stretto contatto con la persona umana e attraversano con essa le tragedie quotidiane della vita. Esse non devono essere consegnate al controllo di coloro che intendono utilizzarle per scopi e vantaggi personali: il potere, il denaro, la vanesia notorietà, coloro che "sanno abilmente nuotare" in un dedalo di opache relazioni "costruite" per il raggiungimento dei loro fini con la esiziale complicità della politica, in pregiudizio dei più elementari diritti della persona umana sofferente, sia essa un medico, un paziente, un operatore socio-sanitario. In oltre quaranta anni di esperienza nel settore sanitario ho visto diverse cose belle e, purtroppo, parecchie di più, brutte. Ho visto persone ignote svolgere nel silenzio e con pazienza, abnegazione e coscienza il loro diuturno sacrificio. Mi sono, più di frequente, imbattuto in carrieristi senza scrupoli sopraffatti dal tarlo spirituale dell'attuale società che non attribuisce al suo prossimo alcuna importanza se non quella dei "numeri", per conseguire pragmaticamente i propri scopi. Devo aggiungere, per dovere espositivo, che ho incontrato anche qualche persona speciale, che ha dedicato interamente la sua esistenza alla missione sanitaria e servito la vita e l'uomo con santità, anche a scapito dei propri affetti familiari, nella totale indifferenza a"miraggi di carriera" .
Risposte Concrete