Sono sensibile ai diritti calpestati delle persone svantaggiate che rischiano ingiustizie per la condizione di disabilità (fisica, psichica, sensoriale) per i quali nutro forte empatia. Detesto abusi e prevaricazioni ai danni dei deboli e dei fragili. Passando dall'istruzione alla professione ho potuto "raffinare" la mia attitudine a resistere al sistema di prevaricazione dei potenti e dei prepotenti evitando accuratamente di divenire un inconsapevole o, peggio, persino consapevole servo dei poteri forti. Con questo spirito mi sono donato alla Medicina Legale e delle Assicurazioni al cui studio e perfezionamento mi sento di elevare un forte ringraziamento per il percorso formativo che mi ha garantito attraverso docenti preparati ma anche illuminati. Ho compreso meglio la vita e la professione ispirata del medico, del mio percorso di crescita e del modo di relazionarmi alla sofferenza della persona nelle condizioni di vita e lavoro. L'uomo sfruttato, vessato e (dolosamente o colposamente) menomato nella sua integrità fisica e psichica dallo sfruttamento dei potenti pre-potenti di turnoi. Con rammaricato e delusione ho preso atto dell'insensibilità frequente dell'apparato sanitario pubblico e privato ai bisogni reali delle peersone e del fallimento del ruolo morale e sociale di parecchi operatori sanitari nell'esercizio delle loro funzioni assistenzaiali alle persone sofferenti e morenti, a volte della mancanza di carità umana dell'homo scientificus dinanzi allo spegnersi della vita. Ho sempre creduto nella nobiltà del ruolo di tutte le professioni sanitarie pechè a più stretto contatto con la sofferenza della persona umana. Ho stigmatizzato e stigmatizzo la vanità umana, il desiderio di raggiungere il potere ad ogni costo anche nell'ambito di piccole unità di lavoro in ambito sanitario, la voluttà di denaro, la vanità di distinzione e di notorietà in luogo dell'umiltà del servizio ai sofferenti; sono tutte premesse di errori nella catena umana dell'assistenza che partono da lontano, dall'organizzazione politica e amministrativa dell'azienda sanitaria e dalle sue scelte strategiche nell'ottica del risparmio patrimoniale che poi si traduce in profitto patrimoniale sulla pelle dei sofferenti e dei loro diritti costituzionalmente protetti. In oltre quaranta anni ne ho viste di tutti i colori ma quello che è peggio di qualsiasi altra cosa è il degrado morale e spirituale di parecchi operatori sanitari che, de resto, riflette quello della società nel suo complesso nei tristi tempi nei quali viviamo. .
Risposte Concrete